Archives

Igiene e Profilassi

L’igiene è alla base della salute del cavo orale, quasi la totalità delle malattie della bocca si possono ricondurre alla presenza di batteri!
Igiene e Profilassi

Non importa quanti anni hai, puoi avere denti e gengive sane lavandoti i denti almeno due volte al giorno e usando il filo.

Sono sufficienti una buona igiene orale e regolari consultazioni dal tuo medico dentista, per evitare spiacevoli complicazioni sul tuo sorriso.

Definizione di igiene della cavità orale: l’igiene orale consiste nella rimozione di residui di cibo e secrezioni di placca batterica dal cavo orale, al fine di mantenere l’integrità della mucosa e dei denti.

L’igiene quotidiana è lo strumento più importante per eliminare il rischio di malattie della bocca.

Attenzione! Il Prezzo da Pagare per una Cattiva Igiene Orale è un danno biologico che colpisce  denti, impianti e le strutture ad essi collegate.

E’ un danno che vale in egual modo per Bambini, Ragazzi, Adulti e Anziani. Ed è sempre alto! 

 

Scarsa igiene orale è sinonimo di spiacevole estetica!

Può causare alitosi, denti gialli o anneriti, gengive irritate e nei casi più gravi portare persino perdita di denti.

La malattia dentale visibile non solo compromette l’autostima, ma può anche portare gli altri ad evitarvi. Tutto questo non è particolarmente attraente, ma non è solo un problema estetico. Le malattie dentali sono associate a una serie di altre gravi malattie.

Ad esempio, la parodontite (una forma aggravata di malattie gengivali) è stata associata a problemi cardiovascolari, ictus e polmonite batterica.

Al contrario una persona con buona igiene orale, non fumatore e che presenta uno stile di vita sano, molto difficilmente andrà a sviluppare malattie della cavità orale.

La strategia migliore per avere denti sani.

Non esiste una ricetta uguale per tutti, in linea di massima, si possono comunque dare delle indicazioni da seguire, dopo aver valutato ogni singolo caso specifico. E’ importante ricordare che la figura del medico dentista di fiducia resta comunque la persona di riferimento da consultare in caso si ritenga di avere un problema specifico o anche solamente un dubbio da risolvere.

In generale è giusto sapere che un adeguata igiene orale domiciliare quotidiana è necessaria per rimuovere la placca (aggregato batterico colloso). L’igiene domiciliare deve essere supportata da richiami periodici di igiene professionale per garantire un completo stato di salute della bocca. I richiami periodici sono necessari per la rimozione di tartaro (placca calcificata) impossibile da togliere con le manovre domiciliari di igiene.
Nel nostro studio di Losone questa pratica è svolta da una figura laureata Dario Martucci medico dentista che si occupa in oltre di:

· LEZIONI DI IGIENE: Dopo aver individuato eventuali problematiche, vi spiegherà le tecniche per l’igiene orale domiciliare più adatta alle vostre esigenze, così come utilizzo corretto dello spazzolino da denti e del filo interdentale.

· DETARTRASI A ULTRASUONI: Una tecnica che permette la rimozione del tartaro sopragengivale per mezzo di un ablatore. Solitamente non necessità di anestesia, eccetto nei casi di ipersensibilità accentuata.

· LEVIGATURA RADICOLARE (Root Planning): E’ la rimozione del tartaro sottogengivale. Può essere effettuata con strumenti manuali (curette) o con un particolare sistema ultrasonico, in entrambi i casi può richiedere l’utilizzo dell’anestesia. A seconda della quantità di tartaro sottogengivale possono anche essere necessarie più di una seduta.

Nel nostro studio  di Losone si utilizza un innovativa tecnologia ultrasonica definita dalla maggior parte dei laureati in igiene dentale il Gold Standard per questo tipo di trattamento. Il Cavitron® tecnologia in possesso al nostro studio medico dentistico, oltre a lavorare a questa particolare frequenza, possiede la capacità  di riscaldare l’acqua rendendo il trattamento più confortevole al paziente oltre che eseguire al bisogno una decontaminazione chimica dell’eventuale sito attivo in trattamento.

Per i pazienti con impianti endossei osteointegrati in titanio la tecnologia Cavitron® mette a disposizione del medico dentista specifiche e particolari punte antigraffio per il delicato metallo che costituisce la vite implantare, oltre a innumerevoli punte specifiche e mirate per trattamenti della patologia parodontale.

· LUCIDATURA (Polishing): La lucidature delle superfici dentali deve sempre seguire la detartrasi sopragengivale. Viene effettuata con striscette interdentali, punte siliconiche, paste, spazzolini e coppette. La lucidatura permette di lasciare le superfici dei denti lisce e lucide, in modo da impedire che la placca possa riformarsi velocemente.

· FLUOROPROFILASSI O TRATTAMENTO TOPICO CON FOSFATO DI CALCIO AMORFO: consiste nell’applicazione di gel al fluoro, calcio o combinazione dei due, sulle superfici dentali. Questo trattamento può avvenire con o senza  apposite mascherine, per un periodo di tempo totale variabile a seconda dei prodotti tra i 4 e i 15  minuti circa. Questo gel o pasta è molto efficace per rinforzare la superficie dello smalto e renderlo più resistente all’attacco di acidi e batteri, soprattutto se il trattamento viene ripetuto periodicamente in occasione delle sedute di igiene orale. Risulta molto utile in oltre per combattere l’ipersensibilità dei denti.

La bocca pulita ti fa sentire meglio, ti dà un alito fresco e un sorriso più luminoso!

Fai regolarmente una visita di controllo e la pulizia professionale dei denti. Se non hai particolari problemi dentali è comunque importante farsi visitare dal dentista almeno una volta all’anno. La pulizia professionale eseguita dal dentista o dall’igienista rimuove la maggior parte delle macchie causate dal tabacco o dal cibo. Se hai delle imperfezioni ricorrenti, come, placca e tartaro sui denti, parlane con il tuo dentista perché probabilmente stai lavando i denti nel modo sbagliato!

Le malattie parodontali sono associate a una serie di altre gravi malattie sistemiche che possono influenzarsi a vicenda. Di conseguenza, mantenere sani i denti e le gengive attraverso una buona igiene orale previene anche altre complicazioni. Se una lesione cariosa o una parodontite non vengono trattate, possono formare focolai di infezione cronica della radice o tasche gengivali croniche.

Attraverso il flusso sanguigno, i batteri possono essere trasportati in vari organi del corpo, come ad esempio cuorearticolazioni, polmoni e causare gravi malattie come l’endocardite, l’artrite reumatoide, la polmonite batterica o gravi malattie cardiovascolari come l’ictus. Anche la correlazione tra diabete e parodontite è stata a lungo studiata ed è oramai ben conosciuta. La carie e la malattia parodontale possono anche causare dolore, ascessi o altre infezioni nelle aree circostanti il ​​dente interessato.

Vari farmaci, in particolare quelli per il trattamento dell‘ipertensione o per il trattamento di pazienti che hanno subito un trapianto, possono causare cambiamenti nelle gengive e secchezza delle fauci.

Anche in questi casi il medico dentista di fiducia potrà darti piccoli consigli, finalizzati a migliorare la qualità della tua vita. In linea di massima anche aumentare la frequenza dell’igiene professionale fino ad arrivare a un massimo di una seduta ogni tre mesi può essere considerata una terapia preventiva efficace.

Mantenere un buon livello di  igiene orale equivale a mantenere la salute della bocca e a regalare longevità al lavoro protesico.  Che si tratti di un caso di un impianto di una corona singola,  che si tratti di ponti implantari, o  ponti e corone su nostri denti naturali, la spazzolatura avviene sempre dalla gengiva alla corona protesica, con le setole ruotate  45 gradi rispetto al dente, ed un movimento rotatorio dalla gengiva al margine libero del dente, esattamente come sui denti naturali.

  Si consiglia sempre l’uso di ausili accessori allo spazzolino come gli scovolini, il filo interdentale protesico tipo Superfloss o similari. Anche gli irrigatori orali pulsanti, sono consigliati come complementare allo spazzolino, in caso di protesi dentale fissa.

Nel caso in cui si foste portatori di protesi combinate cioè componenti fisse unite a componenti rimovibili, le regole sopra citate valgono in linea di massima come consigli utili.

Resta come regola fissa, rivolgersi al proprio  medico dentista di fiducia, per qualsivoglia chiarimento in merito che potrà darti piccoli consigli, finalizzati a migliorare la qualità e la longevità della tua protesi dentale. Aumentare la frequenza dell’igiene professionale fino ad arrivare a  una seduta ogni tre mesi può essere considerata una terapia preventiva efficace quando necessario.

 

I Problemi Dentali più Comuni Durante la Gravidanza
  • Carie dentaria
  • Erosione dello smalto
  • Infiammazione delle gengive
  • Malattia parodontale

Sono tutte malattie orali che possono verificarsi frequentemente durante la gravidanza. Queste malattie  orali , oltre al deterioramento della qualità della vita della gestante, che certamente durante quei mesi preferisce evitare il mal di denti, possono avere conseguenze negative per la salute prima del feto e poi del bambino. Ecco perché è importante prendersi cura della salute della bocca e dei denti durante i nove mesi di gravidanza.

.

 

Conservativa

 Preservare il Dente Naturale.

Conservativa in Odontoiatria

E’ quella branca dell’Odontoiatria che si occupa della restaurazione dei denti a seguito di una lesione normalmente di origine cariogena o traumatica sul dente deciduo (da latte) o permanente (definitivo).

L’obiettivo di questa scienza è quello di specializzarsi nelle cure per conservare il dente nella sua vitalità.

Questo può consistere nel curare denti cariati, attuando tutte quelle procedure necessarie per eliminare la dentina infetta dai batteri che si nutrono dei tessuti dentali prima che questi raggiungano l’interno del dente che è formato da tessuti non minerali, ma vivi, chiamati polpa dentale. Quando la carie dentale raggiunge l’interno vivo del dente la conservativa da sola non può più essere utilizzata, ma andrà associata ad un altra branca dell’odontoiatria chiamata endodonzia.

In generale possiamo affermare che è obbiettivo della conservativa l’eliminazione della carie e la ricostruzione del dente deteriorato  per mezzo di chiusure delle cavità  dentale, tramite l’utilizzo di appositi materiali, strumenti e metodologie.

L’odontoiatria conservativa moderna è basata sul concetto di minima invasività, con la rimozione del solo tessuto cariato e la sua sostituzione con un materiale da restauro, che viene legato direttamente al tessuto sano. Negli ultimi anni, infatti, sono state quasi abbandonate gli amalgami d’argento (che richiedevano una preparazione ritentiva, quindi estesa) a favore dei compositi, più versatili, conservativi nella preparazione del dente ed estetici.

 

Il laser è una tecnologia sicura, un po costosa ma che permette  di salvare denti che fino a ieri erano insalvabili da chi che sia. Il problema è che non esiste un Laser che faccia bene tutto, ma esistono molti laser ognuno con le sue caratteristiche e specificità.

Questo per dire che esiste un mondo a parte all’interno dell’odontoiatria, conoscere questo mondo permette all’operatore di di usare la terapia giusta al momento giusto a seguito della diagnosi corretta.

Quindi ad esempio, possiamo usare il Laser per rimuovere delicatamente la dentina infetta, o sfiammare una camera pulpare con pulpite reversibile, o ancora vetrificare la dentina, creando un ulteriore capsula protettiva sul dente, quasi a creare una camera stagna all’interno di un’altra camera, a seconda della sorgente luminosa utilizzata e quindi del differente bersaglio e delle potenze erogate, si possono ottenere risultati complementari e opposti.

Il discorso è complesso e affascinante, rivolgetevi con fiducia al vostro medico dentista che se appassionato di questa materia, saprà consigliarvi per il meglio.

 

Le carie dentali possono essere superficiali o profonde, il clinico con gli esami strumentali ha la possibilità di distinguerle ulteriormente in incipienti (iniziali),  rampanti (di crescita veloce) o secche cioè non più in una fase attiva.

 La Remineralizzazione dentale è una tecnica che prevede un rigido protocollo operativo, che si pone come obiettivo, di fermare l’attività della carie attiva, preparare il dente ad accogliere i fattori remineralizzanti, remineralizzare e rafforzare i denti con particolare attenzione ai denti o al dente cariato, attendere, controllare ed eventualmente ripetere il ciclo di trattamento.

Quali sono le indicazioni tipiche per questo trattamento?

Tutti quei casi dove il trattamento convenzionale con otturazione dentale, a causa dell’infelice posizione di insorgenza della carie, crea più danno biologico,  che beneficio. Mi spiego meglio, esistono particolari casistiche dove per raggiungere la carie dentale siamo costretti a demolire una porzione importante di tessuto dentale sano. Tentare di trattare questi casi con un approccio moderno e più conservativo, seguendo un rigido follow-up porta a risultati predicibili nel medio lungo termine.

Tutte le persone possono sottoporsi a questi trattamenti?

Sì. Non esistono controindicazioni in termini di età, sesso o etnia. Pertanto tutte le persone possono sottoporsi a questo trattamento. Come tutte le terapie mediche esistono indicazioni tipiche, dove il risultato è predicibile e controindicazioni al trattamento di determinate tipologie di carie, nel senso che si rischia di buttare tempo e denaro in un percorso che non può essere garantito in termini di predicibilità.

I risultati migliori su che categorie di persone si ottiene?

Sicuramente i bambini nella dentizione decidua ottengono i risultati migliori. Il tutto avviene in completa  assenza di dolore. Il  trattamento non necessita di  anestesia. Di fatto vengono applicati prodotti di derivazione naturale o chimica a concentrazioni specifiche. La particolare struttura del dente da latte permette una remineralizzazione più veloce ed efficace. Ma su determinati casi ben selezionati, questi trattamenti risultano essere estremamente efficaci anche su denti permanenti di un pubblico adulto.

Il mantenimento nel tempo dei risultati ottenuti è direttamente proporzionale al mantenimento di un corretto stile di vita e igiene orale.

La Carie Dentale

La suscettibilità alla carie cambia con l’età, poiché è stato stimato che ogni dieci anni che passano, cambiano  i batteri che popolano la nostra cavità orale.

Negli anziani la carie della radice è la patologia più comune, una condizione che si sviluppa quando la recessione gengivale espone la superficie della radice. Questa porzione di dente non è ricoperta da smalto quindi più tenera e per questo motivo più vulnerabile.   La carie negli anziani è anche favorita dalla secchezza delle fauci, dato che svariati studi pongono in evidenza che il 5% della popolazione anziana, in  maggior parte le donne, possiedono una predisposizione naturale alla secchezza delle fauci, patologia che può essere presente  in  pazienti di qualsiasi età, trattati con farmaci che predispongono alla xerostomia (sindrome della bocca secca, di fuoco).

.

Chirurgia Orale e Implantologia

Rientrano nell’ambito della chirurgia orale diverse specialità quali la chirurgia implantare, parodontale, endodontica, estrattiva e rigenerativa.

Gli impianti endossei

E’ quella branca dell’odontoiatria che si prefigge come fine ultimo il ripristino dei denti mancanti con radici artificiali in titanio integrate nell’osso.

Questi impianti possono sostenere denti singoli, gruppi di denti o protesi complete. Uno dei vantaggi evolutivi che si ottengono con questo tipo di intervento, è dettato dal fatto che si possono risolvere casi di edentulia in protesi fissa che un tempo non sarebbero stati possibili, ma si sarebbero potuti risolvere esclusivamente con protesi mobili, rimovibili o combinate. Un altro grande vantaggio viene dato dalla possibilità di riabilitare un paziente senza dover toccare i denti sani vicini per realizzare strutture di ponte.

L’intervento viene eseguito in anestesia locale, non comporta dolore, alle volte avviene senza incisione quando è possibile la tecnica trans-mucosa mini-invasiva. In pochi minuti vengono inserite le radici artificiali,  quando presente una quantità di osso sufficiente.

Per una maggiore precisione quando richiesto, il posizionamento degli impianti è eseguito attraverso una tecnica computer-assistita.

Esistono molte tecniche implantari, ognuna di queste ha delle sue peculiarità, e non esiste una tecnica intesa come migliore in assoluto. Il vostro medico dentista saprà consigliarvi la tecnica migliore per voi dopo aver valutato il caso specifico. A titolo di informazione possiamo dire che quando sono presenti le corrette indicazioni cliniche,  è possibile protesizzare gli impianti nella stessa seduta del posizionamento dell’impianto stesso, normalmente, con un provvisorio, ma con la giusta componentistica e per mezzo della sistematica Cerec®, quando la qualità dell’osso è eccellente, è possibile protesizzare l’impianto con tecnica di carico immediato e capsula in ceramica definitiva.

In altri casi è possibile a distanza di tre giorni caricare gli impianti con la protesi definitiva appositamente confezionata, che verrà poi ribasata a distanza di sei mesi con tecniche assolutamente indolore. Resta il fatto che  nella maggior parte dei casi è necessario aspettare qualche mese prima di poter finalizzare il lavoro con una protesi impianto supportata. Tramite dispositivi provvisori, soprattutto in zona estetica (a livello dei denti anteriori) si riuscirà comunque a sostituire il dente o i denti mancanti in attesa che l’impianto sia stabile nell’osso.

Con le tecniche moderne si può affermare che gli impianti endossei si possono sempre collocare, al fine di stabilizzare una protesi mobile, o abbandonare una protesi mobile per una fissa. Quello che fa la differenza quando non c’è osso è il tipo di intervento da affrontare.

La fattibilità di una tecnica, e la scelta di una metodica a discapito di un altra, è sempre argomento delicato e di pertinenza del Medico Dentista o del Chirurgo Maxillo-Facciale che se ne assume le responsabilità. In questa sede vi basti sapere che, in assenza di uno spessore di osso sufficiente a permettere il posizionamento di un impianto dentale, l’intervento necessario al fine di ottenere il risultato voluto si definisce rigenerativa ossea.

La valutazione pre-implantare del caso clinico, ha lo scopo di eseguire indagini atte a determinare la necessità di un eventuale rigenerativa ossea e quindi determinare la tecnica più adeguata alla soluzione del caso.

Il vostro medico di fiducia saprà darvi spiegazioni esaustive. Nel nostro centro prediligiamo l’utilizzo di una rigenerativa ossea autologa da prelievo intra-orale cioè prelievo del vostro osso e trasposizione da un sito di prelievo a dove ve ne è necessità. E’ bene sapere che sono possibili anche rigenerative ossee omologhe cioè da cadaveri donatori, generalmente il prelievo avviene dalla testa, e si recluta in centri della banca dell’osso. Esistono poi rigenerative ossee di tipo eterologhe cioè, con l’utilizzo di preparati che sono  di origine animale, comunemente suina e bovina, ed infine vi possono essere rigenerative di origine alloplastiche cioè minerali,  come  le idrossiapatiti (HA), il tri-calcio-fosfato (TCP), i biovetri, usati singolarmente o anche miscelati tra loro.

Lungo il corso della vita, è semplice perdere per diversi e svariati motivi dei denti.  Quella che si viene a creare è una situazione clinica denominata edentulia e non  una situazione fisiologica come spesso viene considerata.

L’edentulia ha diversi tipi di classificazione che normalmente prendono il nome dell’autore che per primo le ha descritte.  Per semplicità noi le divideremo in due forme: edentulia parziale, cioè pazienti a cui mancano alcuni elementi dentari, ed Edentulia totale, cioè pazienti a cui mancano invece tutti gli elementi dentali. Quest’ultima può interessare ambedue le arcate o solo un’arcata.

La mancanza di denti o edentulia, comunque non deve essere considerata un fenomeno di scarsa importanza, poichè se non si interviene con il ripristino della corretta funzione masticatoria,   si può incorrere in diverse patologie che possono interessare sia la cavità orale che altre parti del corpo.

L’implantoprotesi è quella branca dell’odontoiatria che si pone come obiettivo il ripristino degli elementi dentali persi  attraverso tecniche di protesi fisse, avvitate o cementate, utilizzando radici artificiali, normalmente in titanio biomedico, che si integreranno con i mascellari sui quali verranno posti.

L’implantologia computer-assistita si prefigge lo stesso scopo, con l’unica ed importante differenza che il clinico utilizza un software che lo aiuta nella progettazione iniziale, al fine di posizionare gli impianti nelle ossa mascellari con una predicibilità maggiore e al fine di limitare al minimo le possibilità di un eventuale danno iatrogeno.

 

Si occupa della cura dei tessuti di sostegno dei denti (osso e gengive). Si ricorre alla tecnica chirurgica quando la sola terapia tramite igiene professionale non risulta efficace o dopo il fallimento delle tecniche meno invasive, laser assistite o il fallimento della più nuova tecnica dell’ozonoterapia. A onor del vero va anche detto che queste due ultime tecnologie non invasive e non dolorose, hanno contribuito in modo importante a ridurre i casi dove si rende necessario l’intervento con la chirurgia resettiva. Tecniche che potete trovare tutte presso la nostra struttura.

Lo scopo della chirurgia parodontale resettiva, è di eliminare tutte quelle situazioni in cui il paziente non è in grado di detergere in modo appropriato i denti e garantire uno stato di salute delle gengive e dell’osso.  La terapia chirurgica parodontale resettiva  permette una più accurata pulizia delle radici in modo da ostacolare la crescita dei batteri che vivono in assenza di ossigeno, responsabili della malattia parodontale volgarmente nota come “piorrea”.

Esiste anche una chirurgia parodontale di tipo rigenerativa,  trova indicazione in caso di lesione parodontale di tipo verticale, che segue le linee guida della GBR (rigenerazione ossea guidata)

Ricorriamo alla chirurgia parodontale talvolta a scopo estetico per armonizzare l’andamento delle gengive soprattutto nelle zone anteriori e in questo caso si parla anche di plastica gengivale.

Si ricorre alla chirurgia endodontica quando la sola terapia endodontica ortograda meglio conosciuta come “devitalizzazione” non è stata sufficiente per la guarigione del dente. In questo caso, la lesione periapicale, di origine odontogena resta attiva, per cui è necessario arrivare direttamente per via chiururgica all’apice del dente per disinfettare e apporre un sigillo. Viene scelta come “ultima spiaggia”

Parte della chirurgia che si occupa dell’estrazione degli elementi dentari tra cui, i “denti del giudizio”, inclusi e semi inclusi.

 

CONE BEAM o Volumetrico 3D

Rappresenta oggi il Gold Standard per la diagnostica di immagini di secondo livello. La tomografia computerizzata cone beam (in lingua inglese cone beam computed tomography, CBCT) o tomografia computerizzata a fascio conico è una tecnica di imaging biomedico in cui una tomografia computerizzata viene realizzata mediante dei raggi X a fascio conico. Questa tecnologia permette di abbattere le radiazioni al paziente di oltre le 10 volte rispetto a una TAC convenzionale, aumentando notevolmente la qualità delle immagini.

Questo permette al medico dentista di poter effettuare diagnosi certe e più accurate.

Gnatologia

Gnatologia

La Gnatologia, considera fisiologia e patologia dell’organo masticatorio e intende come organo masticatorio, l’insieme di  sistema articolare, dentale, muscolare e nervoso, ponendo particolare attenzione  alla biomeccanica masticatoria, e ricordandosi sempre che la bocca è un sistema perfettamente integrato facente parte di un ben più complesso e importante sistema chiamato corpo umano.

Forse non tutti sanno che un mal funzionamento dell’organo masticatorio, può essere causa o concausa  di:

  • Mal di denti ideopatico
  • Mal di testa (cefalee)
  • Dolori al massiccio facciale specialmente al risveglio
  • Dolori muscolari a testa e collo
  • Crampi a collo o/e gola
  • Mal d’orecchio, come otalgie
  • Ronzii all’orecchio in assenza di cause fisiche specifiche
  • Brachialgie, cioè dolori e/o perdita di forza su braccia e mani in assenza di causa fisica specifica
  • Dolori e disfunzioni vertebrali e della postura
  • Falsa Labirintite
  • Falsa sindrome di Ménière

 

E’ quella branca dell’Odontoiatria, semplicemente affascinante, quanto meravigliosa che si pone come fine ultimo curare il proprio paziente.

 

Io la semplifico così: la Gnatologia è quella branca dell’odontoiatria che vede l’uomo come un tutt’uno. 

Il medico dentista gnatologo vede la professione del dentista dal punto di vista del medico che si occupa di curare “l’organo masticatorio” intendendo, diagnosi e terapia del sistema, considerando la cinematica masticatoria e il concatenamento del sistema muscolare.

 

                       

La pianificazione del trattamento Gnatologico

La pianificazione del trattamento, è questione complessa, spesso interdisciplinare. E’ necessario capire per mezzo di una corretta anamnesi, e un attenta analisi strumentale quali posso essere i margini di miglioramento, lavorando sull’apparato stomatognatico.

Alcune applicazioni della Gnatologia:

 

Spesso capita di incontrare Pazienti, ai quali è stata diagnosticata una forma di Labirintite, in alcuni casi questa labirintite è indotta da una funzione traumatica dell’organo masticatorio.

In questi casi, previa diagnosi differenziale, sarà possibile con un semplice apparecchio da indossare di notte, spostare il condilo mandibolare dalla posizione che traumatizza l’orecchio medio, che iperstimolato crea i tipici sintomi invalidanti della labirintite, alla posizione naturale fisiologicamente corretta che diventa terapeutica.

La prima applicazione della Gnatologia in odontoiatria, riguarda la Biomeccanica Masticatoria. Uno studio accurato delle dinamiche attive, della mandibola, permette di realizzare riabilitazioni in edentulia totale o parziale estesa, a valore individuale, nel pieno rispetto delle strutture muscolari, nervose, ossee e articolari.

           

Il risultato più apprezzato dai pazienti, è quello di indossare protesi più comode che “spariscono in bocca”,  più affidabili nel tempo, più efficaci durante la masticazione, e più belle in quanto, sono studiate  sulla vostra fisionomia.

Non tutti sanno che, le grosse riabilitazioni, anche molto costose, oggi giorno in realtà, sono realizzate a valore medio. Mi spiego meglio, i valori utilizzati dagli operatori sanitari per ripristinare le funzioni estetiche e masticatorie, derivano quando va bene da una media epidemiologica della popolazione caucasica di riferimento, altre volte ancora più semplicemente vengono usati dei semplici occlusori a filo che si limitano ad eseguire un semplice movimento incernierato tipico del  coccodrillo. Movimento  che notoriamente non appartiene all’essere umano. Questa è normalmente la ragione per cui, troppo spesso i pazienti a ragion dovuta si lamentano delle loro protesi dentali, che effettivamente a occhi esperti possono apparire grossolane, da un punto di vista funzionale.

 

 

E’ possibile correggere la postura di una persona agendo sulla sua posizione mandibolare.

Sembrerebbe che  la mandibola funzioni come stabilizzatore della colonna vertebrale.

Essendo che il 70% del dispendio energetico postulare è consumato per mantenere l’equilibrio della parte superiore del corpo, migliorando per mezzo della postura il baricentro di una persona, possiamo agire in modo importante sul suo dispendio energetico.

Alcune misurazioni eseguite da club sportivi di serie A hanno messo in evidenza come il giocatore sottoposto a trattamento, con un “semplice” dispositivo intra-orale, tirasse la palla con il 10% di forza in più.

Questo fenomeno è possibile grazie alla modificazione del baricentro sopra descritta.

ATTENZIONE! La correzione del baricentro non può essere il pretesto per intraprendere terapie invasive e definitive. Il messaggio corretto da trasmettere è che modificare il proprio stile di vita, con esercizi appropriati o  all’ausilio di dispositivi dentali rimovibili detti bite, porta nella stramaggioranza dei casi a un miglioramento del benessere psico-fisico. Benefico amplificato quando queste tecniche vengono eseguite assieme.

In alcuni casi, come maleocclusione o più comunemente la perdita di alcuni elementi dentali, in soggetti predisposti, si arriva a disordini cranio, cerviceo, temporo, mandibolari. Per questi  soggetti diventa importante ripristinare la funzione dell’organo masticatorio, con protesi dentali fisse, seguendo diligentemente le caratteristiche individuali del singolo paziente, dettate dalla biomeccanica masticatoria. Questa terapia diventa fondamentale per il  raggiungimento e mantenimento del benessere psicofisico del paziente.

Gnatologia e studio dell’occlusione alla base di ogni trattamento dentale.

La Gnatologia spiega  come funziona l’organo masticatorio. Rappresenta il libretto di istruzioni di un sistema che è un mondo a se per ogni paziente.

Trova applicazioni fondamentali nella pianificazione di un trattamento ortodontico.

Più in generale, ha applicazioni specifiche in ogni branca dell’odontoiatria, dovrebbe essere il protocollo standard prima di effettuare qualsiasi terapia del cavo orale.

 

Ortodonzia

Ortodonzia

Si occupa di Diagnosi, Prevenzione e Trattamento delle maleocclusioni. Può essere fissa o mobile, questo dipende dall’età e dal caso.

Ogni singolo caso deve essere valutato a se stante per mezzo di radiografie e studio di esse. Lo studio si esegue con tracciati cefalometrici. Anche se non esistono tecniche che permettano con certezza di prevedere quanto sarà l’accrescimento, queste danno un indicazione di massima estremamente utile, alla pianificazione del trattamento ortodontico.

 

Le mascherine trasparenti per allineare le imperfezioni dentali da male occlusione restano un ausilio efficace, a qualunque età, in quanto non invasive da un punto di vista estetico e funzionale.

Come tutti gli apparecchietti mobili hanno il difetto che se non indossate correttamente, cioè il numero di ore minimo previsto, non funzionano bene e l’andamento della terapia potrebbe avere rallentamenti.

Il confort per chi li indossa e la predicibilità della finalizzazione estetica grazie al set-up definito al computer li rendono la terapia d’elezione in innumerevoli casistiche.

Purtroppo posseggono alcuni limiti tecnici che non permettono sempre il loro utilizzo.

E’ un tipo di ortodonzia precoce, possibile sui bambini in fase di permuta e crescita, mira a correggere, con piccoli accorgimenti, gli accavallamenti dentali e le rotazioni. Può essere usata come intervento d’urgenza, semplice ed economico mirato ad evitare la perdita precoce di un dente da latte o a  semplificare il trattamento ortodontico vero e proprio che potrebbe necessitare.

Questo tipo di trattamento nei casi più semplici può risolvere definitivamente il problema dentale intercettato. In altri casi più complessi non sarà risolutivo, in quanto si renderà necessario comunque un trattamento ortodontico sui denti definitivi. Spesso nel quotidiano ci si sente chiedere il senso di questo tipo di trattamento. La risposta è ridurre le manovre ortodontiche sull’adolescente, rendendo il trattamento ortodontico più breve nel tempo, meno doloroso e predicibile nei risultati.

In sintesi l’ortodonzia intercettava viene eseguita su i denti da latte e serve come terapia precoce in qualità di prevenzione o come correzione delle malocclusioni. Di fatto serve ad impostare le arcate dentali. Pertanto non deve essere considerato un trattamento di allineamento dei denti.

Gli Adulti possono addrizzare i denti?

Non esiste un limite di età da applicare come regola per indossare un apparecchio ortodontico, esiste però un limite dettato dalla presenza o meno di patologie del cavo orale e uno dettato dal buon senso comune.

 

Endodonzia

La terapia dell’interno del dente, l’endodonto. Devitalizzazione o ritrattamento, tecniche che permettono di mantenere asepsi allineano del dente e prevengono o curano i famigerati granulomi periapicali.
L’endodonzia di cosa si tratta

E’ una specialità dell’odontoiatria che si occupa della diagnosi e della terapia  nei processi patologici della polpa dei denti e dei tessuti periradicolari.

Si ricorre alla terapia endodontica detta anche devitalizzazione, quando una lesione cariosa o un trauma determina un’infiammazione irreversibile del tessuto pulpare, fino alla morte della polpa stessa. Altre volte si rende necessaria quando un dente già devitalizzato necessita, per svariati motivi, di un ritrattamento endodontico e cioè rimuovere il vecchio materiale infetto di chiusura e sostituirlo con uno nuovo sterile, dopo aver completamente decontaminato il sito infetto.

Le tecniche di cui ci avvaliamo, nel nostro studio di Losone, sono le più moderne e attuali disponibili sul mercato; prevedono l’utilizzo di strumenti rotanti in nichel-titanio, di strumenti ultra-sonici, di rilevatore elettronico d’apice, ozono terapia per la decontaminazione dei tessuti infetti e/o di Laser terapia per rimozione della dentina infetta, decontaminazione dei tessuti e vetrificazione della dentina, il tutto supportato dall’utilizzo di un sistema di ingrandimento intra-operatorio.

 

L’endodonzia le domande più frequenti:

 

Valgono le riflessioni citate per la conservativa, ma se prima l’utilizzo era mirato a salvare la vitalità del dente, ora il Laser servirà ad ottenere una devitalizzazione di qualità superiore con una decontaminazione più sicura ed efficace, nonché una sigillatura endodontica più durevole e predicibile nel lungo periodo grazie a una migliore rimozione della dentina infetta, una migliore attivazione dei disinfettanti e chelanti usati, un potere sterilizzante intrinseco di questa luce usata a specifiche frequenze e intensità di lavoro.

Vale sempre la regola, che non esiste un Laser che faccia bene tutto e per questo ritengo  indispensabile che lo studio sia attrezzato con più laser atti a risolvere al meglio le problematiche che potrebbero porsi.

I denti già devitalizzai, in determinate situazioni possono essere da ritrattare. In questo caso non viene fatta una vera e propria devitalizzazione, in quanto, il dente non possiede già più tessuti vivi al suo interno.

Capita però che i cementi e le chiusure endodontiche si siano in qualche modo infettate e per questo devono essere rimosse e sostituite dopo aver decontaminato la dentina infetta.

Questo procedimento è l’ultimo tentativo di salvare il dente, se fallisce il dente sarà da estrarre.

L’endodonzia e gli ultrasuoni

Gli ultrasuoni vengono utilizzati in endodonzia con l’ausilio di punte speciali, in situazioni differenti. Si utilizzano per rimuovere corpi estranei in un ritrattamento endodontico. Altre volte vengono usati per aprire la camera pulpare e rimuovere meglio la necrosi dentale. Con  apposite punte è possibile attivare il disinfettante all’interno dei canali radicolari.  In altre situazioni ancora può essere un ausilio per svitare perni moncone ecc..

sta di fatto che dal dentista rumoracci e vibrazioni sono garantiti, la fortuna è che con queste tecniche minimamente invasive  il decorso postoperatorio è indolore.

Estetica Dentale

Faccette, Sbiancamento o Ortodonzia qual’è il trattamento giusto?

Estetica in Odontoiatria

Con questo termine si indicano quei trattamenti volti a rendere il vostro sorriso più bello e luminoso.

Quante volte guardando la televisione o una rivista avete notato il sorriso splendente dei modelli e degli attori?

Sicuramente madre natura con loro è stata generosa, ma non è solo fortuna. Oggi i trattamenti estetici sono sempre più richiesti. Di cosa si tratta? dipende. Come al solito non esiste una ricetta che vada bene in assoluto, perché non tutti abbiamo le stesse aspettative, non tutti abbiamo gli stessi problemi, e perché  lo stesso problema può essere risolto in modi differenti, con risultati e costi differenti. Come al solito il miglior consiglio che posso darvi è, rivolgetevi al vostro medico dentista di fiducia che saprà spiegarvi e consigliarvi al meglio.

La pianificazione di un trattamento estetico

Pianificare un trattamento estetico, è sempre complesso e laborioso, perché è facile deludere le aspettative quando queste non sono compatibili con la realtà, dei limiti tecnici. E’ anche vero che oggi giorno i limiti tecnici sono veramente ridimensionati, e questo ci permette di ottenere risultati estetici, semplicemente sbalorditivi. Come dico sempre, ogni caso è un prototipo a se stante, e proprio per questo il livello di personalizzazione può arrivare ad ottenere quello che avete sempre desiderato, il vostro miglior biglietto da visita, il sorriso che non avete mai avuto, ma avreste sempre voluto avere, si oggi è possibile, anche in una sola settimana di tempo

.

Il trattamento d’elezione. In un solo colpo entro certi limiti è possibile recuperare posizione, colore e forma del dente. Immaginare di dover applicare una cover dello spessore dai due ai cinque decimi di millimetro sopra al vostro dente, del colore e della forma che desiderate.

I materiali che si posso utilizzare spaziano dalle faccette preconfezionate in resina, alle ricostruzioni dirette in composita fino ad arrivare alle faccette individuali e individualizzate in ceromers o ancora meglio in materiali ceramici che si dividono in feldspatici o in disilicato di litio. Come al solito esiste una legge di mercato che bene o male, in generale, funziona così: si compra quello che si paga.

Avete mai ossigenato i capelli?  con questo procedimento è  possibile far apparire un capello nero biondo. Perfetto è praticamente lo stesso procedimento, effettuato con prodotti specifici per i tubuli dentinali. I tubuli dentinali rappresentano la struttura interna del dente, questi  vengono “lavati” al suo interno con prodotti che penetrando in questa struttura dentale,  permettono ai prismi dello smalto di poter risplendere nuovamente.

Si consiglia sempre di diffidare degli sbiancanti “fai-da-te”, come possono essere l’uso del bicarbonato, del limone, tutti quei prodotti sbiancanti reclamizzati nei supermercati, che non solo danno pochi risultati, ma rischiano anche di rovinare la superficie dentale rendendola ruvida e porosa. Questo produce normalmente due effetti negativi sui vostri denti,  li può rendere molto più sensibili e ruvidi. Una superficie ruvida e porosa, li rende più facilmente re-pigmentabili dagli alimenti, con l’effetto paradosso contrario. Quello che si ottiene è entrare in un circolo vizioso che ci porterà a diventare dipendenti da questi trattamenti con il risultato finale di ottenere denti più gialli e rovinati.

Ci si può ritrovare con i nostri denti naturali, di colore bianco, con forme perfette, ma ruotati o in posizioni sgradevoli che non rendono giustizia al sorriso che potrebbe essere la causa della mancanza di armonia.

Orbene in questi casi, un ortodonzia, perché no, invisibile, ma anche tradizionale, che abbia permesso di riposizionare i denti, permettendo una corretta funzione ed estetica, è sicuramente una strada percorribile, e di grande efficacia, un investimento sicuro per il vostro sorriso.

 

Avere un sorriso armonico non significa solo denti dritti. L’armonia traspare anche da una gengiva sana e rosea, che contorni il dente in modo perfetto, festonato e a buccia d’arancia, grazie alla gengiva cheratinizzata, indice di un parodonto sano.

Per ottenere questo e mantenerlo negli anni, bisogna avere una corretta e scrupolosa igiene domiciliare. A casa, da soli, facciamo il grosso del lavoro, ma non basta, per questo motivo è indispensabile pianificare controlli e igieni dentali professionali  di mantenimento.

In  alcuni casi ben selezionati per ottenere un contorno gengivale armonico e permettere una miglior igenizzazione dei denti, quando la sola igiene professionale non risulta sufficiente, si rende necessario intervenire chirurgicamente. La chirurgia di riferimento è la chirurgia parodontale, il bisturi, permette di intervenire con plastiche della gengiva, che vanno a regolarizzare e armonizzare l’andamento delle gengive. Questo tipo di intervento si effettua soprattutto nelle zone anteriori.

Pianifica il tuo sorriso!

L’estetica dentale rappresenta un area interessantissima, dell’odontoiatria moderna.

La pianificazione di un caso richiede tecnica, tecnologia e  sensibilità estetica.

Gli standard estetici dell’odontoiatria, che si raggiungevano alcuni anni fa,  oggi appaiono assolutamente fuori dal tempo,  l’odontoiatria tradizionale risulta insufficiente al raggiungimento delle aspettative, del paziente di oggi.  

Protesi Dentale

La protesi dentale ha lo scopo di sostituire i denti irrimendiabilmente persi, causa estrazioni o mancanti a causa di agenesie dentali. Altro obiettivo della protesi dentale è quello di restaurare i denti compromessi da carie, fratture ecc… Nel caso di denti mancanti, la sostituzione può avvenire attraverso:

 

La protesi mobile rappresenta il dispositivo protesico più conosciuto e più bistrattato tra i dispositivi protesici dentali per antonomasia. Ai più è noto e  odiato con il nome di Dentiera.

 

La protesi mobile in realtà rappresenta si la protesi sociale, poiché la più economica e accessibile a tutti, ma spesso le persone non sanno che è una protesi molto apprezzata, da molti pazienti, e molto più diffusa di quello che si pensi.  Accettato il fatto che è mobile e per questa ragione si deve muovere,  quando vi sono le indicazioni cliniche, ed è realizzata secondo scienza e coscienza, a regola d’arte, svolge egregiamente le sue funzioni riabilitative del cavo orale, tanto da un punto di vista estetico, quanto da un punto di vista funzionale.

 

Viene usata in caso di edentulia totale di una arcata o superiore o inferiore e in questo caso si definisce completa. Quando atta a riabilitare entrambe le arcate dentali superiore e inferiore, si definisce protesi totale.

Questo tipo di dispositivo medico ha una caratteristica principale della quale si deve tenere sempre conto, è una protesi muco-supportata, cioè l’appoggio principale è sulle mucose.

Quando sono presenti edentulie  parziali, è possibile realizzare una protesi simile a una dentiera con ganci atti ad ancorarla ai denti superstiti, in questo caso si parlerà di protesi parziali con ganci.

Queste protesi vista la loro peculiarità di funzionare per appoggio sulle mucose (muco-supportate) sono da preferire, quando i denti superstiti comunque non appaiono robusti e quindi durevoli nel tempo. Questo tipo di protesi è più semplicemente modificabile rispetto ad altri dispositivi medici, e qualora si perda un ulteriore elemento dentale, sarà più facile ed economico aggiungerlo alla protesi esistente fino ad arrivare ad ottenere una protesi mobile completa o totale.

 

La protesi scheletrata, è una protesi dento-supportata, cioè l’appoggio sulle mucose non è totale, ma si sfruttano i denti superstiti, che devono presentarsi sani e forti per sopportare le forze ritentive esercitate da i ganci che ancorano la protesi.

Questo tipo di dispositivo a confronto con la protesi mobile appare più snello e fermo. La sua robustezza è data dalla struttura scheletrica in lega di stellite, un particolare acciaio certificato per il corpo umano che gli conferisce stabilità e confort per il paziente nonché l’etimologia del nome protesi scheletrata.

A differenza di una protesi muco-supportata, è più difficile da trasformare, qualora si perda un dente pilastro. Per questo motivo diventa importantissima l’anamnesi medica dei denti, al fine di poter consigliare si il dispositivo più comodo ma anche più affidabile nel tempo, onde evitare dispendi inutili.

 

Il nome da solo definisce la caratteristica di questo tipo di protesi. Sono atte a riabilitare con tecniche di protesi fisse e quindi inamovibili, la maggior parte dei casi dove si rende necessaria la ricostruzione di un dente, causa frattura, carie o la sostituzione di uno o più denti mancanti per mezzo di corone o ponti.

Di fatto anche una semplice otturazione diretta fatta in bocca dal dentista, rappresenta una protesi fissa, ma nel senso comune si intendono più comunemente le protesi realizzate dal laboratorio odontotecnico, e nello specifico tutti i tipi di intarsi, inlay, onlay, faccette, perni moncone fabbricati individualmente, corone, meryland e ponti di varie dimensioni.

Le protesi fisse, sono strutture che si ancorano ai denti rimasti, per varie maniere e si fissano ad essi per cementazione adesiva.
Le preparazioni dentali, necessarie all’ancoraggio sono le più diverse e dipendono dal tipo di lesione che ha subito il dente.
Sui monconi dentali residui, viene fissata la struttura attraverso l’utilizzo di cemento, che impedisce il movimento e lo spostamento del dispositivo protesico fisso.

I dispositivi protesici fissi possono essere più o meno lunghi a seconda degli elementi che devono sostituire e possono essere di materiali differenti. Molto confortevoli, a detta dei pazienti che normalmente riferiscono: “spariscono letteralmente in bocca”.
Pregi: Sono fissi, Estetica elevata, resistono bene nel lungo periodo.
Difetti: Costi più elevati, sacrificio di tessuto sano ad esempio per l’esecuzione di un ponte, quando si dovrà limare il dente prima e il dente dopo al dente perso.

Anche gli impianti endossei che tratteremo meglio nella sezione specifica appartengono a questa tipologia di dispositivo medico di carattere fisso, a differenza dei primi dove le capsule aderiscono ai denti, in questi ultimi le capsule aderiranno con due tipi di tecniche differenti, adesiva o avvitata alle viti in titanio previamente poste nell’osso e li integrate.

 

Sono costituite da due parti, una protesi dentale fissa adesa ai denti (corone cementate) e una rimovibile, tipo scheletrato, che si aggancia alla protesi fissa con attacchi intra-coronali (attacchi dentro alla corona e dentro allo scheletrato). Questi permettono di ottenere un risultato estetico migliore rispetto alla protesi scheletrata poiché non vi sono ganci visibili quando si sorride. Inoltre questo tipo di ancoraggio ottenuto per mezzo di attacchi permettono di ottenere  una migliore stabilità della protesi grazie alla connessione intra-coronale metallo-metallo e metallo-teflon estremamente più stabile dei ganci che abbracciano il dente.
La parte mobile può così essere rimossa semplicemente per permettere la corretta igenizzazione dopo i pasti.

L’utilizzo di queste protesi trova maggior impiego nei casi dove i denti
rimasti si prestano alla costruzione di ponti fissi.

 

L’overdenture è un sistema costituito da una protesi totale o parziale rimovibile, ancorata a radici naturali opportunamente trattate o a radici artificiali, (impianti), in titanio, per mezzo di attacchi fatti a forma di sfera posti sulla testa dell’impianto o del dente trattato. Questa przione di attacco rappresenta il maschio che sporgerà fisso (inamovibile) dalla gengiva, un altra porzione di attacco la femmina verrà a trovarsi sulla protesi dentale amovibile.

Questo tipo di protesi è da intendersi muco-supportata, pertanto fanno parte delle protesi mobili, con dispositivi ritentivi. Non devono essere confuse con le protesi fisse, o con le protesi dento-supportate in quanto tanto gli impianti endossei quanto i denti superstiti non possono sostenere l’intero carico masticatorio. Il compito degli attacchi è quello di entrare in funzione quando la protesi mobile (dentiera) tende a perdere la sua collocazione ideale.

 

Come accennato prima sono protesi implantari tutte quelle protesi che sfruttano l’apposizione di radici sintetiche in titanio direttamente dentro l’osso. A seconda della metodica prescelta si può decidere di caricare queste radici sintetiche ad osteointegrazione avvenuta e si parlerà di carico differito o caricare gli impianti a osteointegrazione ancora da avvenire e si parlerà di carico immediato.

In caso si debba sostituire un solo dente si ricorrerà certamente all’ausilio di protesi implantare con l’apposizione di una corona con tecnica fissa.

E’ bene sapere che, in caso di  edentulia totale, il trattamento d’elezione dipende  delle aspettative del paziente. Si potrà pertanto decidere per protesi fisse o protesi removibili tipo overdenture.

In caso si decida per una protesi fissa, ancora si potrà scegliere tra una protesi cementata, avvitata o conometrica.

Insomma come sempre oggi la scelta dipende da mille variabili che devono essere attentamente ponderate. Come dico sempre non esiste una tecnica sola che vada bene per tutti, se così fosse useremmo tutti quella tecnica.

Esistono tante tecniche, ognuna specifica per il singolo caso con data indicazione, e per questo è necessario padroneggiarle tutte.

Oggi giorno quando è possibile scegliere, grazie alla qualità e quantità dell’osso, la tecnologia approdata in odontoiatria permette di abbattere il numero di sedute alla poltrona (ore di lavoro) e utilizzare protesi  a basso costo di produzione (prodotte dall’industria e non a livello artigianale) permettendo a tutti la possibilità di acquistarle.

 

L’igene orale per i portatori di protesi è importante.

Le protesi dentali, così come i denti naturali, necessitano di una accurata igiene  quotidiana effettuata a casa. In mancanza di una corretta igiene orale, sarà inevitabile un accumulo di placca e tartaro. L’accumularsi nel tempo di placca e tartaro porta a una conseguente irritazione delle mucose del cavo orale, sia se questo accumulo avvenga  su protesi o su i propri denti naturali.

Avremo un approccio all’igiene dentale, diverso a seconda che siano protesi fisse (corone e ponti) , parzialmente rimovibili (scheletrati, o protesi con ganci), o completamente rimovibili (protesi totali o dentiere).

In ogni caso i nostri denti e le nostre protesi dentali andranno
deterse dopo ogni pasto ed è fondamentale trovare la tecnica di spazzolatura più efficace per le nostre esigenze, in base alla nostra protesi e alla nostra manualità, si potranno utilizzare ausili più o meno specifici, in caso di dubbi parlatene con il vostro medico dentista di fiducia che saprà consigliarvi per il meglio. Ricordate sempre che alla fine quello che conta è il risultato.

Le protesi mobili o rimovibili, devono essere tolte dalla bocca e deterse  usando gli appositi presidi consigliati dall’igienista dentale o dal dentista, come lo spazzolino dedicato, o il sapone di marsiglia da preferire al dentifricio, che potrebbe esser troppo aggressivo ed abradere le parti della protesi più delicate come quelle in resina acrilica.

L’aspetto che va sottolineato è  la necessità di controlli programmati e periodici per verificare lo stato di salute della protesi dentale e soprattutto, delle mucose del cavo orale, che sotto traumi continui, in modo silente potrebbero alterarsi, virando per le più varie patologie del cavo orale. Tutto questo può essere semplicemente evitato grazie a controlli preventivi e semplici interventi di manutenzione eseguite sulla protesi dentale in vostro possesso.