CBCT La TAC nello studio dentistico

Categories:Chirurgia
La rivoluzione della diagnosi nello studio dentistico

La professione del dentista si è trasformata in una disciplina estremamente specializzata, dove la tecnologia riveste un ruolo importantissimo. Pertanto, quanto più lo studio dentistico diventa una struttura complessa, tanto più la figura del medico dentista deve essere attenta e aggiornata. In modo direttamente proporzionale, tanto più aggiorni le tue conoscenze e le tecnologie dello studio dentistico, tanto maggiore diventa la tua professionalità e proporzionalmente aumenta la qualità del tuo lavoro, diminuendo gli errori.

In questo caso la CBCT o Come Beam, detta anche volumetrico 3D, possiede la capacità di aumentare a tal punto la visione della realtà, da diminuire l’errore di diagnosi a un valore prossimo allo zero.

Prima, se vi era la necessità di una visione globale delle arcate dentali, esisteva la sola ortopantomografia. Il limite di questo strumento (OPT) che sia analogico o più moderno e quindi digitale, nasce essenzialmente dal fatto che visioniamo tutte le parti di un oggetto tridimensionale in un immagine bidimensionale, dove gli strati vengono sovrapposti e spesso rendono di difficile interpretazione le immagini risultanti.  A  questo limite dobbiamo aggiungere il  falso radiologico, cioè artefatti che vediamo impresso nell’immagine ma non esistono nella realtà sul paziente, in quanto frutto di un limite tecnico della sistematica di ripresa. Come se non bastasse esiste un ulteriore limite tecnico causato dal sistema di acquisizione, che riguarda la reale dimensione di ciò che vediamo, ossia non tutte le singole immagini sovrapposte proiettate sul film hanno lo stesso ingrandimento perché il fascio è divergente e le immagini hanno differenti punti di messa a fuoco. Inoltre non tutte le immagini si muovono con la stessa velocità sul film bersaglio poiché alcune di esse sono più distanti ed altre più vicine al centro di rotazione istantaneo. Riassumendo in parole semplici è come dire che, queste immagini impresse sulla pellicola rappresentano la sagoma di un ombra che talvolta può ridurre un problema a tal punto da renderlo invisibile,  altre volte lo può ingigantire. Di conseguenza appare chiaro che la diagnosi è soggetta a svariati limiti tecnici ai quali si deve aggiungere un ulteriore limite causato dall’interpretazione soggettiva, del medico dentista che è una variabile indefinita  oggettivamente diversa  tra un professionista e un altro.

Con questo non voglio dire che la OPT (radiografia ortopanoramica o ortopantomografia) perda di valore in assoluto. Sicuramente non trova più indicazione clinica come la trovava in passato pressoché per tutte quelle situazioni dove una rx endorale risultava insufficiente. Resta comunque utile come esame di primo livello non specifico. Come sempre la valutazione finale spetta al clinico.

La TAC volumetrica, al contrario, possiede una definizione di immagine elevatissima prossima ai decimi di millimetro e una capacità di navigazione all’interno delle immagini tridimensionali, tale per cui diventa possibile vedere con precisione cosa contiene il corpo mandibolare. Tutto questo si riassume in:

  1. Margine di errore  prossimo allo zero,
  2.  Immagine diagnostica comprensibile e ovvia a qualsiasi paziente
  3. Possibilità di misurazione con una precisione altissima
  4. Possibilità di  sticking con l’pronta digitale per una più corretta pianificazione implantare
  5. Possibilità di realizzare dime chirurgiche per la chirurgia guidata
In Conclusione

possiamo affermare senza timor di smentita che tutto questo la rende il gold standard per la diagnosi all’interno dello  studio dentistico.  una comodità impagabile per il paziente che  ne può  usufruire nella stessa struttura.

 

  • Vantaggi :diagnosi chiare
  • Indicazioni : Chirurgia, Implantologia, endodonzia
  • Svantaggi : Dose di radiazione ionizzante relativamente alte